Giustizia


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Donatella Pasquali Zingone, moglie dell’ex ministro Lamberto Dini è stata condannata oggi a Roma a due anni e quattro mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta mediante falso in bilancio a conclusione del processo sulla vicenda del Gruppo Zeta.

La condanna inflitta oggi dal tribunale di Roma si riferisce all’accusa, contestata dal pm Paolo Auriemma, di avere, in una nota integrativa al bilancio 1999, falsamente dichiarato che l’area di proprietà della società partecipata era “in procinto di essere concessionata dal comune di Castelnuovo di Porto”. Alla fine della requisitoria del pubblico ministero aveva chiesto 4 anni di reclusione per Zingone e Mari, provocando la reazione della moglie di Dini secondo cui “tutto trae origine da una macchinazione politica che dura ormai da diversi anni”.

I difensori degli imputati, Fabio Viglione e Antonella Follieri, hanno annunciato che impugneranno la sentenza.

Secondo la moglie di Dini “tutto trae origine da una macchinazione politica che dura ormai da diversi anni”.

La pena è stata condonata, per effetto dell’indulto.

Giornata positiva oggi a Roma per il Presidente del Consiglio Romano Prodi, dopo avere incassato un indiscusso ambo, esprimendo piena fiducia sia nei confronti del guardasigilli On. Mastella sia nei confronti della magistratura, ha altresì vaticinato l’imminenza di terna, quaterna e cinquina in vista della prevedibile longevità del suo governo. Si attende di meglio cogliere gli umori degli esponenti del neonato Partito Democratico, che, seguendo l’esempio del Presidente Prodi, al momento paiono indecisi se tifare Roma, Lazio o entrambe le squadre capitoline…

Pare che Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, commentando lo scontro in atto tra magistratura e politica, abbia dichiarato che ci sarebbe un modo per affrontare la questione: “tornare al rispetto delle regole”. Quanto alla manifestazione organizzata sabato dalla sinistra “radicale” la riterrebbe “una pagina di straordinaria partecipazione democratica”.

Giova qui ricordare all’onorevole Presidente della Camera dei Deputati che, per quanto attiene al vergognoso episodio “De Magistris-Mastella“, il problema è ESATTAMENTE dato dal fatto che le regole vigenti sono state PIENAMENTE rispettate… mentre se davvero siamo disposti a prendere lezioni di democrazia da un UOMO POLITICO, facciamo allora anche lo sforzo di darne: straordinaria partecipazione democratica non è lo scalpiccio di due milioni di scarpe per le strade di Roma, bensì consentire ai cittadini di fare politica, magari liberando il paese dai vincoli che gli impone un sistema politico che esprime per lo più un apparato di potere. La partecipazione democratica non si esprime pontificando da uno dei più alti scranni istituzionali bensì agendo in Parlamento per riformare ordini, leggi e regolamenti che sottraggono i parlamentari ai meccanismi ed ai principi dello stato di diritto. Ciò a dire: rendere l’uomo politico un cittadino AL DI SOTTO della legge… e quanto sarebbe bello poter leggere commenti così sereni sfogliando un qualsiasi quotidiano nazionale o ascoltando un telegiornale.

http://www.beppegrillo.it/2007/10/tutti_insieme_a.html


 

Mentre la Procura di Catanzaro fà CON SPIRITO DI SERVIZIO il suo dovere a tutela dello stato di diritto avocando l’inchiesta “Why Not” sul presunto uso illecito di finanziamenti pubblici di cui era titolare il pm Luigi De Magistris (pare che sia stata ravvisata una incompatibilità nel procedimento da parte di De Magistris proprio per il coinvolgimento del Guardasigilli), IL GOVERNO DI CENTRO SINISTRA nel consiglio dei ministri del 12 ottobre approva il disegno di legge (http://www.beppegrillo.it/immagini/DDL_editoria_030807.pdf ) Levi-Prodi a garanzia della LIBERA INFORMAZIONE che prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

E’ opportuno che ci si ricordi di tutta questa azione di difesa del diritto quando ci sarà l’opportunità di antrare in una cabina elettorale …pare evidente ormai che destra e sinistra si muovano secondo linee parallele che non coincidono più con gli interessi della nazione.