Chiesa


pope.jpgGuy Debord. Nel 1967 scrive il suo saggio più celebre, La società dello spettacolo, che denuncia profeticamente il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori operato dal capitale.

Benedetto XVI. Nel 2008 denuncia la pretesa della comunicazione non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Prende atto che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare’ gli eventi stessi.

…non volendo commentare né la celebrazione “napolitana” della Costituzione, né le farneticazioni del povero vecchio Umberto Bossi.

Annunci

“…Today your love, tomorrow the world…”

[Audio Http://malatemporacurrunt.files.wordpress.com/2007/11/21-today-your-love-tomorrow-the-world.mp3]

Marxismo e illuminismo sono “speranze terrene fallite”, la ragione “staccata da Dio” e la scienza “senza etica” non redimono l’uomo… La grazia – spiega ancora Ratzinger- non esclude la giustizia…I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato”.

Se si trattasse delle affermazioni di un cabarettista di belle speranze le si potrebbe scambiare per barzellette, invece si tratta dell’enciclica di un pontefice. Bisogna invece evitare di raggiungere la libertà e la giustizia ultraterrene. Si potrebbe dire che le pretendiamo qui e adesso. Ringraziamo comunque il generoso papa tedesco per il suo contributo, ma le sue tesi oscurantiste rappresentano un poderoso balzo all’indietro nella storia del progresso dell’uomo. In Europa è vivo un senso religioso che più modernamente incarna le speranze e i dolori di Gesù.