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Ormai è ufficiale: è giunta la notizia che anche i marziani vogliono evitare i referendum elettorali promossi da Giovanni Gazzetta, Renato Brunetta, Mario Segni, Giuseppe Calderisi e Daniele Capezzone (che hanno raccolto 820.916 firme).
Si ricorda che il 16 gennaio 2008 la Corte Costituzionale deciderà sull’ammissibilità dei tre quesiti referendari tesi in estrema sintesi a:
1) evitare che a beneficiare del premio di maggioranza possano essere liste o coalizioni di liste e a evitare
2) la possibilità di essere candidato in più circoscrizioni sia alla Camera sia al Senato, di fatto decidendo (preferendo un seggio ad un altro) il candidato eletto a chi tra i primi dei non eletti cedere il seggio rimasto vacante.

Il panico scatenato nella intellighèntsija dalla prospettiva di una consultazione “democratica” su questi argomenti ha reso FRENETICA l’attività di ricerca di accordi per una nuova legge elettorale. Eh sì, occorrono nuove intese, nuovi equilibri di prebende e di rendite, alchimie di posti di potere e sinergie apportatrici di voto sano.

Contemporaneamente è partita l’offensiva mediatica: la riforma delle istituzioni, come dice il Presidente Napolitano, è un bene per il paese, una necessaria panacea da cui scaturirà una Italia più bella e più forte.

C’è da immaginare quanto bene farà al paese QUALUNQUE riforma partorita nelle aule di Camera e Senato, ma ricordate che anche su Marte vogliono quello che ci dicono ci occorra.

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