gennaio 2008


Tratto da “Gli Onorevoli”, di Sergio Corbucci (1963)

Da evitare.

 

La politica non è religione.

 

Stained glass windows keep the cold outside
While the hypocrites hide inside
With the lies of statues in their minds
Where the Christian religion made them blind
Where they hide
And prey to the God of a bitch spelled backwards is dog
Not for one race, one creed, one world
But for money
Effective
Absurd

Do you pray to the Holy Ghost when you suck your host
Do you read who’s dead in the Irish Post
Do you give away the cash you can’t afford
On bended knees and pray to lord

Fat pig priest
Sanctimonious smiles
He takes the money
You take the lies
This is religion and Jesus Christ
This is religion cheaply priced
This is bibles full of libel
This is sin in eternal hymn
This is what they’ve done
This is your religion
The apostles were eleven
Now there’s a sod in Heaven

This is religion
There’s a liar on the altar
The sermon never falter
This is religion
Your religion

(altro…)

teufel.jpg

E’ semplicemente sconfortante pensare al nostro futuro rappresentato dal gerontocrate settantunenne Silvio Berlusconi, tuttavia bisogna farsene una ragione, trovare santi a cui votarsi e a cui affidare i voti, magari.

Sperabilmente il futuro sarà ancora più florido del tempo presente, che tuttavia incombe. Consiglio allora, per i blogger meno sfaccendati del fine settimana, questo simpatico carillon premoderno.

Commando – I can’t say anything but nothing

[Audio https://malatemporacurrunt.files.wordpress.com/2008/01/04-i-cant-say-anything-but-nothing.mp3%5D

 images.jpg

Il termine couscous sta a indicare sia la “semola” che il piatto completo, nella sua terra d’origine, dal Marocco alla Libia. Questa semola si presta a una varietà infinita di piatti: da quello più semplice con lo smen, un burro “fermentato” e un bicchiere di latte cagliato, ai ricchissimi couscous delle feste di matrimonio e di ricevimento.
l fatto che il couscous venga servito in un enorme piatto rotondo, a cui attingono tutti i commensali, dopo il rituale Bismallah (“in nome di Dio”), sottolinea la natura conviviale di questo piatto. I più esperti mangiano il couscous con le mani, prendendo un pezzo di carne o di verdure e formano una pallina con il couscous, ma tradizionalmente si utilizza anche un cucchiaio per servirsi, stando attenti a non oltrepassare la porzione davanti a sé!
 
 
 

pope.jpgGuy Debord. Nel 1967 scrive il suo saggio più celebre, La società dello spettacolo, che denuncia profeticamente il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori operato dal capitale.

Benedetto XVI. Nel 2008 denuncia la pretesa della comunicazione non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Prende atto che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare’ gli eventi stessi.

…non volendo commentare né la celebrazione “napolitana” della Costituzione, né le farneticazioni del povero vecchio Umberto Bossi.

120px-capone-verbrecherfoto_1931.jpg

 

La notizia che l’Onorevole Clemente Mastella lascia la maggioranza, se mai ve ne fosse stato bisogno, è solo un colpo, l’ennesimo, alla già scarsissima credibilità della classe politica che attualmente infesta e devasta il paese che IN ESSA SI SPECCHIA. Si vada alle urne, DISERTANDOLE IN MASSA, chiedendo al contempo con gli strumenti del DIRITTO INTERNAZIONALE, il soccorso e l’aiuto delle istituzioni sovranazionali al fine di porre l’Italia sotto il controllo delle stesse autorità: le uniche che possono costituire un regime transitorio che gestisca LA FINE DEL REGIME “DEMOCRATICO” IN ITALIA.

APPOGGIO ESTERNO UDEUR

juggle.gif

Ecco.

L’auspicio è che gli elettori attivi si ricordino di disertare le urne dalle prossime consultazioni in avanti. Non occorre Ghandi per comprendere che il modo per sgretolare il regime “democratico” al potere in Italia è quello di togliergli legittimità e pretese di rappresentatività.

“In realtà la democrazia rappresentativa è un sistema di oligarchie, di minoranze organizzate, di aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme. La democrazia rappresentativa sarebbe ciò di cui il pensiero liberale voleva valorizzare – meriti, capacità, potenzialità – e il cittadino ideale di una democrazia ne diventa vittima designata.”

“Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà, e si chiede fino a quando questa straordinaria scissione tra realtà ed ideologia possa continuare. E’ la domanda che mi faccio anche io da parecchio tempo. Ora, naturalmente, le democrazie nate su bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una specie di norma di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la fine della Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io credo invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi presupposti, prima o poi cadrà”.

Il corsivo è di Massimo Fini

Pagina successiva »