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Quando il più volte indagato (e sporadicamente condannato con sentenza passata in giudicato) Silvio Berlusconi afferma che siamo in un paese malato in cui non c’è più libertà, e che tale condizione costituisce una emergenza democratica, afferma una tantum un concetto VERO.

Peccato che, come al solito, pieghi la realtà a meglio servire i suoi interessi personali e quelli dei suoi sodali, quelli che ogni giorno e sera ammorbano l’aria mediatica con zaffate di mezze verità, mezze bugie, tre quarti di insinuazioni, un terzo di marketing e una spruzzata di significante gossip.

La triste verità centopercentuale è che l’onorevole Berlusconi, così come la sua parte, insieme agli esponenti politici avversari sono tra i più agguerriti costrittori di libertà individuali e collettive, sono i generali dell’arretramento culturale, etico, giuridico, politico, economico dell’Italia; e che non hanno altro fine o possibilità differente da quella di combattere una dura battaglia di retroguardia tesa al mantenimento degli SQUILIBRI sociali ed alla difesa degli INTERESSI della partitocrazia italiana.

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