Perchè in Italia chi non fotte è fesso. Ma sì, sono sfinito dalla interminabile, presente campagna elettorale. Dai lamenti dei mantenuti di stato, occorre che si voti, dunque, affinché nulla cambi. Or bene mi sono deciso, mi affretterò. Consapevole che un italiano vale meno di un minatore rumeno. Ah che nostalgia per i tempi in cui avendo torto avevamo RAGIONE. I tempi in cui facevamo paura.
Aprile 4, 2008
Agit prop
Posted by In a Lonely place under Informazione, Politica | Tag: al voto, Guy Debord, Mamma dammi la benza |[7] Comments

Aprile 7, 2008 at 2:24 pm
concordo, ma si deve votare.
valiamo tutti poco, purtroppo, in questi giorni qualcosa in più perchè siamo voti.
il 15 aprile varremo come prima.
quasi niente.
Aprile 9, 2008 at 6:16 pm
che nostalgia anche e soprattuto perchè a quei tempi si era verdi come germogli… a proposito di italiani, l’altro giorno mi è stato letto un passo dello zibaldone dove leopardi, evidentemente desolato, descriveva gli italiani come un popolo che, come tutti i popoli che non sono nazioni, non ha costumi ma solo usanze, tranquilli quindi, non grava tutta questa responsabilità sulle nostre fragili spalle
Maggio 3, 2008 at 7:49 pm
il problema è proprio quel visiblement
Maggio 3, 2008 at 8:31 pm
@ps Yeah.
Maggio 4, 2008 at 2:49 pm
Perchè noi siamo diversi. Cioè, uguali. Però diversi (cit.)
Maggio 14, 2008 at 11:01 pm
Secondo me quello che avverto è una certa inconscia ipocrisia.
Figli del benessere, siamo.
Benestanti o beneavuti.
Tutti a sbandierare i nostri manifesti veri o presunti, i nostri copia e incolla di ideali assimilati per contro terzi, ma soprattutto per contro. Fingiamo autonomia, indipendenza.
Ma poi siamo schiavi di meccanismi ripetitivi, dove la classe
fa classe e la differenza vera la fa chi tace, chi non ha un blog.
Smettiamola.
Di proclamarci questo e quello, siamo come fango e transumanza. Lava.
Scivoliamo sulle sciare del fuoco e i turisti fanno oh.
Ma le mani non ce le sporchiamo mai.
Io sì e per quello m’incazzo con quelli che fanno semblant.
Maggio 15, 2008 at 8:57 pm
No, No Rapida. La differenza non la fa nessuno ed i PROCLAMI servono.
Io Proclamo che i minatori romeni, quelli di Timisoara, valgono più degli italiani (nonostante tutte le precisazioni che si potrebbero fare se si avesse l’indole per farle qui).
Così è più chiaro, credo. Fra cinque anni rivoterai (per l’ultima volta, dopo il fallimento definitivo di questa penosa destra) quelli che hai appena votato, così potranno provare PIENAMENTE di essere capaci della medesima irresponsabilità e inettitudine.
Quando si aveva ragione si parlava con i Bellini, si era giovani.
Io sono ancora giovane. L.E.F.